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Come si effettua il massaggio cardiaco: le compressioni al torace che possono salvare una vita. Il video per compiere le giuste manovre

Come si effettua un massaggio cardiaco? E soprattutto è pericoloso praticarlo se si è inesperti? Nel 2010 l’American Heart Association (associazione che si occupa di ridurre le morti per cause cardiache e ictus), ha aggiornato le sue linee guida e consiglia a tutti, all’occorrenza, di praticare il massaggio cardiaco anche se inesperti, e di seguire le istruzioni del 118, da chiamare nell’immediato.

Massaggio cardiaco: a cosa serve

Il massaggio cardiaco serve a ripristinare l’attività del cuore in caso di infarto: dopo 3-4 minuti dall’arresto cardiaco, il cuore non riesce più a pompare il sangue al cervello, e il battito diviene irregolare. Tale anomalia viene definita fibrillazione ventricolare.

Massaggio cardiaco e compressioni

Secondo recenti ricerche si è rilevata la priorità del massaggio cardiaco rispetto alla respirazione artificiale in caso di arresto cardiaco. Fino a qualche anno fa infatti, al massaggio veniva alternata la respirazione bocca a bocca.

Recenti studi hanno scoperto, invece, che quando la vittima è in preda ad un arresto cardiaco, questa ha i polmoni e il cuore ancora pieni di ossigeno. La respirazione artificiale, risulta quindi poco funzionale. Se i soccorritori sono più di uno, è più indicato alternarsi per effettuare le compressioni, anziché, quindi, la respirazione.

Come trovare il punto di compressione ed iniziare ad effettuare il massaggio

Prima di iniziare la rianimazione, è necessario porre l’infartuato a pancia all’aria su un piano rigido o al suolo, e trovare il punto di compressione. Per farlo, occorre misurare ad occhio la lunghezza dello sterno ed individuarne la metà. Su questo punto va posto il palmo della mano, a cui andrà ad aggiungersi il dorso dell’altro palmo, e con le dita alzate e le braccia ben tese verticalmente, va effettuata la prima compressione.

Le compressioni dovranno essere veloci, 100 al minuto, e molto forti, tali da schiacciare il torace di almeno 5 cm negli adulti, e 3,5 cm nei bambini (in questo caso la spinta dovrà essere più leggera).

Grazie alla pressione sulla gabbia toracica effettuata dal soccorritore, il cuore viene compresso tra lo sterno e la colonna vertebrale: terminata la compressione, la gabbia toracica si espande e il cuore si dilata, per poi restringersi alla successiva compressione.

Grazie al massaggio cardiaco il cuore pompa il sangue al 20%-40%, una percentuale necessaria per tenere in vita la vittima prima dell’arrivo dei soccorsi, che provvederanno a riattivare la normale situazione cardiaca attraverso un defibrillatore.

Come si fa un massaggio cardiaco? Segui il video

Eseguire un massaggio cardiaco con le giuste manovre, può salvare la vita. Per questa ragione tutti noi dovremmo essere preparati ad affrontare una situazione sicuramente drammatica, ma tanto diffusa. Ogni anno infatti, si calcola che sono ben 300.000 le persone che perdono la vita per un arresto cardiaco.

Rianimazione cardipolmonare senza mani? Ci pensa Lifeline Arm

Una rivoluzionaria invenzione statunitense è quella di Lifeline Arm, il nuovo macchinario all’avanguardia presentato all’edizione 2015 del congresso della European Society Cardiology, che riesce ad effettuare una rianimazione cardiopolmonare senza l’intervento umano.

Ha l’aspetto di una ruota e va collocata intorno al torace del paziente: una volta attivata esegue pressioni regolari e costanti all’altezza del cuore. Lifeline Arm può essere trasportato anche in uno zaino, ed è facilmente collocabile in edifici e locali pubblici.