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L’efficacia della terapia con anticoagulanti orali nei pazienti “reali” con fibrillazione atriale

La prevalenza, l’intensità, la sicurezza e l’efficacia della terapia con anticoagulanti orali (TAO) in aggiunta alla doppia terapia antiaggregante (DAPT) nei pazienti “reali” con fibrillazione atriale.

Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Goto K della Kyoto University, Giappone: la prevalenza, l’intensità, la sicurezza e l’efficacia della terapia con anticoagulanti orali (TAO) in aggiunta alla doppia terapia antiaggregante (DAPT) nei pazienti “reali” con fibrillazione atriale (FA), sottoposti a intervento coronarico percutaneo (PCI), non è ancora stata pienamente valutata.

Nel Coronary Revascularization Demonstrating Outcome Study in Kyoto registry cohort-2, sono stati identificati 1.057 pazienti con FA (8,3%) tra i 12.716 pazienti sottoposti a PCI primaria. L’incidenza cumulativa a 5 anni dall’ ictus era più alta nei pazienti con FA rispetto ai pazienti senza FA (12,8% vs 5,8%, p <0,0001). Sebbene la maggior parte dei pazienti con FA avevano CHADS2 score ≥ 2 (75,2%), solo 506 pazienti (47,9%) sono stati sottoposti a TAO con warfarin alla dimissione ospedaliera. L’incidenza cumulativa a 5 anni da un ictus nel gruppo TAO non era diversa da quella del gruppo non-TAO (13,8% vs 11,8%, p = 0,49). Il tempo in range terapeutico (TTR) è stato solo il 52,6% con un INR di 1,6-2,6, e solo 154 dei 409 pazienti (37,7%) con un INR con TTR ≥ 65%.

L’incidenza cumulativa a 5 anni da ictus nei pazienti con TTR ≥ 65% è nettamente inferiore a quella nei pazienti con TTR <65% (6,9% vs 15,1%, p=0,01). In una analisi di riferimento di 4 mesi nel gruppo TAO, c’è stata una maggiore tendenza e incidenze cumulative di ictus e sanguinamento, nei pazienti in terapia con duplice antiaggregazione piastrinica (n = 286), rispetto a quello in terapia singola antiaggregante (n = 173) (15,1% vs 6,7%, p=0,052 e 14,7% vs 8,7%, p=0,10, rispettivamente).