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Proteggere il cuore in menopausa è una prerogativa per tutte le donne. Ecco i principali fattori di rischio e consigli su come fare prevenzione

Vampate, tachicardia, spossatezza, cambiamenti di umore, aumento di peso… La menopausa non è assolutamente una passeggiata per le donne. E anche il cuore, in menopausa, può essere più esposto a problemi cardiovascolari. Per questo motivo riconoscere i sintomi, i fattori di rischio, e sapere come fare prevenzione, è fondamentale per proteggere il cuore e ritrovare il buonumore.

Il cuore in menopausa, i 6 fattori di rischio

Le donne durante la menopausa sono più a rischio di problemi cardiovascolari. Durante questo periodo, infatti, gli estrogeni che rappresentano un potente scudo protettivo per le arterie, diminuiscono notevolmente.

Come noto, ciò che causa l’infarto è l’ostruzione delle arterie dovute alla formazione di placche ateroschlerotiche che ostruiscono il passaggio del sangue al cuore. Mentre gli uomini sono predisposti alla formazione di queste placche sin dalla giovane età, le donne lo diventano dopo i 50 anni, a causa delle riduzione degli estrogeni, i principali ormoni sessuali femminili. Oltre a questo, vi sono 6 fattori di rischio, da non sottovalutare assolutamente:

  1. Aumento di peso, obesità: le donne tra i 45 e i 54 anni sono più predisposte ad aumentare di peso, anche a causa di una riduzione della massa magra e a un aumento di quella grassa. L’obesità è un rischio per il cuore, e per questo motivo in menopausa, il peso va controllato con maggiore attenzione
  2. Aumento di trigliceridi: in questa delicata fase della vita si può essere più esposte a rischio di ipertrigliceridemia
  3. Aumento colesterolo LDL: il cosiddetto colesterolo ‘cattivo’ è uno dei principali rischi di infarti del miocardio
  4. Ipertensione: la pressione arteriosa aumenta notevolmente in menopausa. Le donne oltre i 50 anni infatti, ne soffrono di più rispetto agli uomini della stessa età
  5. Diabete: questo è causato da un’alterazione nel metabolismo dei grassi, che provoca un aumento di rischio di diabete mellito di tipo 2 (la tipologia più frequente), e di iperinsulinemia, ovvero una quantità eccessiva di insulina presente nel sangue
  6. Vampate in età precoce: se questi fastidiosi sintomi si avvertono mediamente intorno ai 40 anni, bisogna fare attenzione, perché potrebbero rappresentare un campanello di allarme per il cuore. I ricercatori dell’American College of Cardiology di San Diego, designano questo fenomeno con il nome di disfunzione endoteliale: l’endotelio è una sottile membrana che regola la coagulazione del sangue, l’infiammazione e la formazione di nuovi vasi sanguigni, fondamentali per il nutrimento del cuore e arterie. Un suo malfunzionamento, quindi, ostacolerebbe la formazione d questi vasi

Proteggere il cuore in menopausa con la prevenzione

Se i 6 fattori a rischio prima descritti, possono essere causa di ansia e preoccupazione, è lecito sottolineare che una buona prevenzione e uno stile di vita regolare, rappresentano delle valide soluzioni per un periodo della vita tanto delicato quanto complesso.

Vivere la menopausa con serenità è difatti possibile. E’ necessario però seguire alcuni semplici consigli:

  • Fate sport: secondo una ricerca dell’Università di Copenaghen, praticare un’attività sportiva, soprattutto se di squadra, 2 volte alla settimana, riduce il rischio doblemi al cuore del 40%. Scegliete uno sport che alterni al movimento intenso, momenti di svago. Vi aiuterà a perdere peso, a ripristinare la regolare attività del metabolismo, e a ritrovare fiducia in voi stesse
  • Attenzione all’alimentazione: soprattutto ai carboidrati, che non vanno assolutamente eliminati, ma decisamente ridotti
  • Informatevi: in Italia dal 2005 è stata emessa una Carta Italiana del Rischio Coronarico, che rappresenta un valido strumento di informazione sui principali sintomi e rischi, che interessano la popolazione femminile del nostro Paese
  • Smettete di fumare: il fumo è uno dei più acerrimi nemici del cuore, ostruisce le arterie e favorisce la formazione delle placche ateroslerotiche
  • Visita cardiologicasarà compito del cardiologo valutare la situazione e prescrivere la cura più indicata. Ad oggi, è possibile sostituire, ove possibile, alla terapia ormonale anche dei farmaci non ormonali che agiscono specificatamente su alcuni recettori e molecole.