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I ricercatori hanno voluto indagare il potenziale rapporto tra acido urico e insorgenza di FA, in una coorte di pazienti anziani

Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Chuang SY del National Health Research Institutes di Miaoli, Taiwan: essendo la fibrillazione atriale (FA) una importante malattia cardiovascolare negli anziani, ed essendo non chiara l’associazione tra iperuricemia e FA, i ricercatori hanno voluto indagare il potenziale rapporto tra acido urico e insorgenza di FA, in una coorte di pazienti anziani.

Sono state esaminate 1.485 persone (età ≥ 65 anni) dalla Elderly Nutrition and Health Survey in Taiwan (1999-2000), che non presentavano FA all’elettrocardiogramma. Il riscontro di FA è stato effettuato utilizzando i dati del National Health Insurance Dataset. L’iperuricemia è stata definita come livelli di acido urico> 7.0 mg / dL negli uomini e 6,0 mg / dL nelle donne. Un modello proporzionale di Cox è stato utilizzato per valutare l’associazione tra iperuricemia e incidenza di FA. Il periodo di follow-up è stato dal 1999-2000 al 2008.

Durante il periodo di follow-up (media: 9.16 anni), si sono verificati 90 eventi di FA (44 negli uomini e 46 nelle donne). L’età avanzata unita all’elevata pressione arteriosa sistolica, all’essere un ex-fumatore, e agli alti valori di acido urico, sono stati positivamente associati con l’incidenza di FA. L’iperuricemia era positivamente associata con l’incidenza di FA in normotesi (HR aggiustato per età: 2,65 e IC 95%: 1,05-6,69), ma non in soggetti ipertesi (1.20: 0.74-1.94).

Una significativa associazione tra iperuricemia e FA (3,78; 1,24-11,59), è rimasta come potenziale fattore di confondimento tra le persone anziane normotese