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Caratterizzazione dell’infarto e quantificazione del delayed enhancement alla RMN cardiaca: predittori di mortalità in pazienti con cardiopatia ischemica avanzata

L’eterogeneità degli infarti ha dimostrato di essere indipendente ad esiti avversi analizzati in precedenti studi. Tuttavia, non è noto se la caratterizzazione dell’infarto è un predittore indipendente di mortalità nei pazienti con:

  • Cardiomiopatia ischemicaavanzata, (dopo aggiustamento per fattori di rischio clinici?)
  • Gravità del rigurgito mitralico ischemico
  • Rivascolarizzazione incompleta
  • Terapia con impianto di device

Un totale di 362 pazienti con cardiomiopatia ischemica (disfunzione ventricolare sinistra con> 70% di stenosi coronarica epicardica ≥1) sono stati sottoposti tra il 2002 e il 2006 alla risonanza magnetica che mostrava hyperenhancement, e all’angiografia coronarica Total cicatrice miocardica e peri-infartuale (PI), che sono stati misurati utilizzando varie tecniche di soglia.

E’ stata condotta un’analisi Multivariata di sopravvivenza (end point primario di mortalità per qualsiasi causa): 157 decessi si sono verificati durante un periodo medio di 5,4 anni di follow-up (frazione di eiezione ventricolare sinistra media, 23 ± 9%; volume telesistolico indicizzato medio, 113 ± 48 mL; % media della cicatrice infartuale totale 25,5 ± 16,0% ; PI%, 5,7 ± 2,9%). PI% (β = 2.07, p <0.001) era un predittore indipendente di sopravvivenza, indipendentemente dall’età, dal volume telesistolico, dal sesso, dall’insufficienza mitralica, dal diabete mellito, dalla dislipidemia, dalla gravità della malattia coronarica arteriosa, dall’impianto del cardioverter defibrillatore, e dalla rivascolarizzazione incompleta. PI% attraverso l’utilizzo di 2-3 tecniche, ha prodotto il più alto potere prognostico incrementale (χ2 punteggio 149).

Nella cardiomiopatia ischemica avanzata, PI% è un potente predittore indipendente ed incrementale di tutte le cause di mortalità. L’eterogeneità dell’infarto offre un’ulteriore stratificazione del rischio rispetto alla quantificazione di cicatrice miocardica totale %, valutando fattori di rischio clinici, il volume telesistolico indicizzato, l’insufficienza mitralica, la incompleta rivascolarizzazione, e l’impianto del defibrillatore.