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Lo scompenso cardiaco congestizio comprende un gruppo di sintomi o una condizione patologica tale per cui il cuore non pompa in maniera corretta (o se lo fa causa un ipertensione) il giusto quantitativo di sangue utile per l’intero organismo, accumulando liquidi a livello degli arti inferiori, dei tessuti e specialmente dei polmoni.

Le cause ed i fattori di rischio possono essere molteplici, sia per patologie preesistenti che predispongono ad uno scompenso cardiaco cronico, sia per condizioni che scatenano uno scompenso cardiaco acuto. Inoltre alcuni sintomi comuni a tutti i tipi di scompenso, ma per fortuna molto si può fare grazie alla corretta diagnosi e ad una terapia mirata.

In passato si differenziava anche fra scompenso cardiaco destro e sinistro in base al fatto che poteva originare dal lato destro o dal lato sinistro del cuore. Pur essendo una definizione superata (poiché con l’andare del tempo lo scompenso al lato destro si ripercuote anche sul lato sinistro e viceversa), viene ancora usata nelle fasi preliminari per suddividere i segni ed i sintomi clinici. Il sintomo più comune dello scompenso sinistro è la dispnea da sforzo, quello più comune per lo scompenso destro è il gonfiore (edema) degli arti inferiori, che solitamente si riassorbe durante la notte.

Scompenso cardiaco: diagnosi e terapia

Diagnosi

Per diagnosticare uno scompenso cardiaco occorre perciò partire dalla storia clinica del paziente (anamnesi) e il riconoscimento dei sintomi. Il sospetto scompenso sarà confermato attraverso diversi esami strumentali e di laboratorio:

  • Radiografia toracica, perché può avere anche valore predittivo in quanto mostra le alterazioni dello scompenso cardiaco anche prima dell’insorgenza dei sintomi e permette di agire tempestivamente.
  • Coronarografia, per escludere o confermare un infarto in atto (lo scompenso cardiaco nell’infarto sopraggiunge come conseguenza, perciò il trattamento sarà diverso).
  • Ecocardiografia color-Doppler, che permette di valutare l’anatomia del cuore (poiché se sottoposto a sforzo prolungato, almeno una delle camere risulterà ingrossata) e la funzionalità cardiaca, nello specifico la frazione di eiezione ventricolare (chiamata FE). La FE è normale intorno al 55% (cioè se il 55% del sangue presente in atrio o in ventricolo viene pompato fuori), ma di solito è molto ridotta negli scompensi cardiaci.
  • Elettrocardiogramma (ECG), come esame strumentale diagnostico; serve infatti sia nel confermare alcuni tipi di patologie valvolari, sia nel diagnosticare correttamente cosa causi lo scompenso. Può essere effettuato sia a riposo sia durante il test da sforzo (o test ergometrico) per verificare possibili alterazioni.

Altri esami diagnostici sono:

  • Emogasanalisi, poiché l’ipossemia e l’ipocaprnia (rispettivamente la riduzione di ossigeno e di anidride carbonica nel sangue arterioso) sono indicatori significativi.
  • Analisi di laboratorio, per sia per monitorare le condizioni patologiche che espongono ad un maggiore rischio sia per rilevare nel sangue il BNP (peptide natriuretico celebrale) un importante marcatore. Infatti nei soggetti sani, il BNP è presente in circolo in concentrazioni di circa 5-20 pmoli/ml, il valore aumenta notevolmente negli scompensi cardiaci. Si definisce perciò indice ad alto valore predittivo negativo, poiché se è normale possiamo escludere la presenza di scompensi, ma può dare luogo a falsi positivi (per cui in valori leggermente superiori alla norma conviene effettuare altri esami); tuttavia, quando è francamente alto, tanto più alto è questo valore, tanto più la malattia è grave e maggiormente in pericolo la vita del paziente.

Terapia e stile di vita

La terapia deve, laddove possibile, risolvere la causa dello scompenso, così da risolvere il quadro dello scompenso cardiaco. Se la causa dello scompenso non può essere risolta, si provvede ad una serie di contromisure che andranno a regolamentare lo stile di vita associato ad una terapia farmacologica; se la situazione è gravemente compromessa, si può arrivare al trapianto cardiaco. Non bisogna dimenticare che queste situazioni si ripercuotono anche sul sistema immunitario, perciò pazienti con scompenso cardiaco dovranno vaccinarsi con il vaccino annuale antinfluenzale e effettuare un richiamo del vaccino anti-pneumococco.

Per lo stile di vita il paziente dovrà seguire:

  • Un’alimentazione ricca di frutta, verdura e nutrienti utili per il cuore.
  • Evitare di consumare alcolici o ridurli di molto.
  • Evitare le situazioni di stress emotivo e quelle che impongono al cuore un lavoro eccessivo.
  • Una cauta attività fisica, proporzionata alle condizioni del paziente.
  • Evitare ambienti con temperatura ed umidità elevate, che impongono al cuore uno sforzo maggiore.
  • Limitare il consumo di sale, per scongiurare la ritenzione idrica e l’aumento della pressione arteriosa.
  • Smettere di fumare.

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